giovedì 22 gennaio 2009

Federalismo

Sono parzialmente d’accordo con l’editoriale de La Provincia: il Nord beffato dal federalismo “olistico”, di F. Angelini.
Dato che la società Italiana è troppo complessa, non ci rimane che tentare la sorte, come sostiene il ministro Tremonti.
Certamente i costi del federalismo non sono da sottovalutare, ma per gli ottimisti sono visti più come investimento base per cambiare questa società incancrenita. Sono più di 50 anni che sosteniamo il sud ed il motivo per cui non decolla è perché le miliardate a pioggia, in realtà, sono devoluti all’oscurantista centralismo romano colluso, perciò anche alla mafia, che condiziona il sud. Già questo enorme spreco non è lontanamente paragonabile al costo del Federalismo.
Purtroppo, in questa Repubblica clientelare, prevale la disinformazione nell’interesse partitocratrico, perciò non viene divulgata l’essenza del federalismo, ma viene indicato insistentemente con demagogia populista come pericolo per l’unità d’Italia; per questo motivo anche il Nord non ha sostenuto più sostanzialmente il vero movimento che ha originato l’idea del Federalismo, continuando a sprecare voti dando consensi al resto della partitocrazia, compresi i nostri alleati e a quello del ravveduto (ma troppo tardi) sig. Filippo Penati: ora ci dettano le condizioni per far passare “un Federalismo”…
Il nostro obiettivo era “il Federalismo”, che una volta ottenuto avrebbe permesso una ancor maggiore libertà di voto minimizzando gli interessi partitocratici.

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